Dalla fantascienza alla scienza: come sarà l’auto del futuro

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Dalla fantascienza si può a volte apprendere molto sul nostro probabile futuro. E, soprattutto, per quanto riguarda l’avvenire delle nostre automobili. Film e libri ci hanno infatti regalato immagini di veicoli del tutto autonomi, sia per quanto riguarda la guida che la pianificazione del tragitto, o mezzi di trasporto in grado di sfidare la forza di gravità e capaci di svolazzare qua e là tra le carreggiate sospese di città futuristiche. O ancora, dotate di computer ultra-avveniristici in grado di dialogare e misurarsi in modo paritetico con i propri utenti.

Un futuro assai lontano, quello disegnato da registi e scrittori, che poi così tanto lontano non è. Almeno stando alle ultime novità scaturite dalle più recenti fiere del settore tecnologico che hanno visto le prime importanti collaborazioni tra l’industria hi-tech e quella dell’automotive.

Da importanti eventi come il CES di Las Vegas e il Mobile World Congress di Barcellona, sono difatti scaturiti i primi prototipi in grado di essere costantemente connessi con luoghi di primo intervento, di scambiare dati e informazioni con smartphone e dispositivi indossabili, di sfruttare la realtà aumentata, e di interagire con il conducente attraverso l’uso della voce o di gesti. Ponendo ovviamente le basi per la vera rivoluzione che tutti aspettiamo e che renderebbe finalmente reale la fantasia: l’auto che si guida da sola. E i nomi coinvolti sono davvero di prestigio: Toyota, Hyundai, General Motors, Bosch, Denso, Volkswagen, Nvidia e Garmin, solo per citarne alcuni.

A chiarire le idee sul futuro del mondo automobilistico è comunque un’ennesima iniziativa  dell’instancabile società di ricerca Frost & Sullivan che, all’interno del suo grande evento “Intelligent Mobility”, ha raccolto il parere dei più importanti addetti ai lavori, tutti d’accordo sul fatto che il settore della mobilità stia affrontando una profonda trasformazione con la convergenza di guida automatica, connettività ed elettrificazione.

“La convergenza sarà guidata dai dati che ruotano intorno alle automobili e ai consumatori”, fanno sapere gli analisti americani. “Le soluzioni orientate al futuro comprenderanno lo sviluppo di sistemi intelligenti a tutti i livelli, e il focus non sarà più su un unico pilastro. Il passaggio dai veicoli privati alla mobilità integrata multi-modale è un’ulteriore rivoluzione che il settore si troverà ad affrontare”.

“Le aziende tecnologiche che offrono soluzioni per la guida automatica – continuano i ricercatori di Frost & Sullivan – si troveranno a competere con le case automobilistiche tradizionali. Ciò porterà a una rivoluzione nel settore e si prevede che il mercato crescerà fino a quota 60 miliardi di dollari nel 2030. Si prevede che l’80% delle principali case automobilistiche finalizzerà la propria roadmap per le tecnologie di automazione entro quest’anno. Il ritmo con cui si sviluppano i servizi connessi, le soluzioni con sensori e altri servizi simili fa supporre che sarà possibile raggiungere la piena funzionalità autonoma entro il prossimo decennio”.

Una strada, se vogliamo, quindi ancora in salita, ma sicuramente molto ben delineata che i giornalisti della rivista statunitense Forbes hanno saputo già descrivere più di un anno fa, fissando i 10 aspetti che potranno fare la differenza nel settore dell’automobile nei prossimi cinque anni: Veicoli autonomi, Sistemi automatizzati, Riconoscimento facciale o vocale, Assicurazioni connesse H24, Schermi attivi con realtà aumentata, Arresto dell’auto da remoto, Monitoraggio delle funzioni vitali degli occupanti, Automobili leggere ma potenti, Automobili connesse, e Suv leggeri. Insomma, l’identikit dell’auto del futuro è quello di un veicolo robusto nella sua struttura, ma estremamente leggero e potente, dotato di lunotti e schermi interattivi, capace di riconoscere dalla voce o dai lineamenti del viso il proprio conducente, e sempre connesso in rete, con i dispositivi wereable dei passeggeri e con assicurazione, forze dell’ordine, presidi di emergenza e di primo soccorso. Dovrà anche essere in grado di essere bloccata in ogni momento, ad esempio  in caso di furto, ma, soprattutto, dovrà essere in grado di autogovernarsi in particolari situazioni.

Mancherà quindi forse ancora un po’ di tempo al giorno che vedremo sfrecciare per le nostre strade la “Supercar” della nota serie televisiva americana degli anni 80 “Knight Rider”, ma la giusta direzione è  stata ormai intrapresa. E l’obiettivo si avvicina sempre più…

La Redazione