Droni, una finestra sul futuro

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“Io ne viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”. Questa frase pronunciata dall’attore olandese Rutger Hauer nei panni del replicante Roy Batty nel finale di “Blade Runner” di Ridley Scott, è sempre viva nella mente di tutti gli appassionati di fantascienza. Così come le disavventure dei tre droidi R2-D2, C3-PO e BB-8 di “Star Wars”, o ancora quelle dell’umanoide Data di “Star Trek” o del piccolo automa David di “A.I. – Intelligenza artificiale”. Simboli tutti di un futuro immaginario che lo scrittore russo Isaac Asimov ben descrive nella sua raccolta di racconti “Io robot”. Ma che in realtà, così tanto immaginario non è.

Che la robotica negli ultimi vent’anni abbia fatto passi davvero da gigante non è difatti un segreto per nessuno, così come la recente introduzione di dispositivi robotizzati, sia autonomi che non autonomi, in numerose discipline della sfera militare e civile, che vanno dall’esplorazione spaziale e marina all’automazione industriale fino ad arrivare alle riprese cinematografiche e alle operazioni chirurgiche. E come l’attenzione sempre più rilevante di progettisti, ricercatori e  media su questa particolare materia, secondo quanto confermato anche dalle ultime edizioni delle più importanti fiere del settore ICT, CES di Las Vegas e CeBIT di Hannover per prime. Per un mercato, quello della robotica, che ha ormai raggiunto la considerevole cifra di ben 28,3 miliardi di dollari a livello mondiale e che promette di raggiungere i 151,7 miliardi di dollari entro il prossimo 2020 (secondo il Rapporto “The future of jobs” presentato durante l’ultima edizione del World Economic Forum di Davos, ndr).
Non è poi sicuramente un caso che in molte parti del mondo, si stia da qualche tempo a questa parte sperimentando l’utilizzo di veri e propri automi in lavori – sia manuali che di concetto – che sono da sempre a totale appannaggio dei soli umani, come l’educazione e l’insegnamento ai bambini con deficit motori e cognitivi o l’assistenza ai malati e agli infermi. Molto scalpore ha fatto ad esempio la notizia circolata in rete nei giorni scorsi della realizzazione di un robot umanoide in grandezza naturale con le sembianze dell’affascinante star hollywoodiana Scarlett Johansson.

Ma, notizie più o meno clamorose a parte, quello che fa più gridare all’imminente avvento della tanto sospirata (quanto temuta) era robotica, è l’estensione di queste nuove tecnologie anche alla sfera privata, e di cui i moderni droni ne sono degni ambasciatori e  precursori. Dai robot per il taglio dell’erba o per la pulizia di pavimenti e grondaie, la moderna industria hi-tech ha iniziato infatti a sfornare una lunga serie di prodotti davvero interessanti che, da un iniziale utilizzo prettamente ludico e hobbistico, hanno cominciato a occupare un posto di assoluto rilievo all’interno delle normali dotazioni domestiche e professionali. Molte sono le aziende impegnate in questo settore, dalle più grandi e blasonate alle piccole sconosciute start-up, per un mercato che, secondo le previsioni di ABI Research, potrebbe arrivare a valere ben 8,4 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2019 e crescere, secondo l’ultimo report di BI Intelligence, con tassi annuali di quasi il 20% fino al 2020.

La scelta è davvero infinita, da piccoli modellini in miniatura di automobili e carri armati a più grandi quadricotteri volanti dotati di videocamere ultradefinite, studiati per tutte le esigenze e per tutte le tasche: prodotti che, oltre a entrare a pieno titolo nell’offerta di retailer fisici e online, sono ormai diventati uno dei trend più interessanti all’interno del mondo della tecnologia, unitamente a internet of things e realtà virtuale.

Ogni giorno le più importanti testate specializzate di tutto il mondo riportano infatti notizie di novità in questo specifico settore, rimarcandone la loro spinta all’innovazione, e sottolineando come, attraverso di essi lo spazio che manca tra il presente e il futuro può essere ulteriormente accorciato.

Se è quindi vero che la consegna di merci attraverso droni volanti è ormai praticamente realtà, è altrettanto comunque vero che la presenza in tutte le case di un simpatico robot tuttofare come quell’Andrew interpretato dall’indimenticabile Robin Williams in “L’uomo bicentenario”, sembra ancora assai lontano. Ma, proprio come sosteneva spesso il suo ideatore Isaac Asimov, “Non ho paura dei computer, ma della loro eventuale mancanza”.

La Redazione