Gli utenti Android possono stare tranquilli: ci pensa Google a proteggere i loro dispositivi

Print Friendly

Google ha rassicurato tutti gli utenti di Android, pubblicando il suo secondo report annuale sulla sicurezza dell’ecosistema. Un grosso lavoro di protezione quello fatto dal colosso americano del web, testimoniato da un’attenta e approfondita verifica delle oltre 6 miliardi di app installate e dall’analisi di oltre 400 milioni di dispositivi ogni giorno.
I miglioramenti introdotti lo scorso anno da Big G hanno ridotto di più del 40% le probabilità di installare app potenzialmente dannose da Google Play rispetto al 2014: la possibilità di installare malware per la raccolta dati è risultata diminuita di più del 40%, fino allo 0,08% delle installazioni, mentre quella di spyware è diminuita di più del 60%, fino allo 0,02% delle installazioni. I cosiddetti “Hostile downloader”, invece, sono diminuiti di più del 50%, fino allo 0,01% delle installazioni.

Nel complesso, applicazioni potenzialmente dannose sono state installate su meno dello 0,15% dei dispositivi che installano app solo da Google Play. Considerando anche i dispositivi che installano applicazioni al di fuori di Google Play, in media meno dello 0,5% dei dispositivi Android risulta aver installato un’app potenzialmente dannosa nel corso del 2015.
Grazie al lancio del nuovo sistema operativo Android 6.0 Marshmallow, Google ha dichiarato davvero guerra ai software dannosi, introducendo numerose novità in fatto di protezione e controlli di sicurezza. La crittografia totale del disco è difatti ora un requisito fondamentale per tutti i nuovi dispositivi Marshmallow con sufficiente capacità di archiviazione e ora permette anche di crittografare i dati su scheda SD.  Il nuovo sistema di verifica avvio assicura inoltre che il telefono sia sicuro, dal bootloader fino al sistema operativo, mentre il livello patch di sicurezza permette di verificare che il dispositivo disponga degli aggiornamenti di sicurezza più recenti. Le autorizzazioni per le app aggiornate permettono poi agli utenti di gestire i dati che condividono con le singole app, con una maggiore precisione e un maggiore controllo.