Il futuro come lo vogliamo

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Proviamo per un attimo a immaginare il nostro futuro. Lo sforzo da fare non è per nulla insormontabile, visto e considerato che in nostro aiuto vengono non solo la nostra immaginazione e creatività, ma anche discipline del nostro quotidiano, anche ben lontane dalla scienza propriamente detta, come la letteratura, il cinema e la fiction.

Non è sicuramente infatti un’assurdità sottolineare che molte delle tecnologie o dei dispositivi letti tra le pagine di qualche libro di fantascienza o visti anni fa in qualche film o serie televisiva sono oggi diventati realtà e ormai entrati a pieno titolo nella nostra vita di tutti i giorni. E non tanto in riferimento alle grandi conquiste tecnologiche narrate più di un secolo fa nei romanzi di Jules Verne, ma a prodotti comparsi più volte nelle sequenze spettacolari di “Star Trek” o “Star Wars” o raccontati in modo buffo e scanzonato nel cartone animato degli anni 70 “I pronipoti”.

L’evoluzione scientifica e industriale ha fatto il suo corso e nel giro di pochi anni molte cose tanto improbabili quanto irrealizzabili hanno preso forma e popolano gli scaffali dei negozi specializzati in elettronica: lì pronti da essere acquistati e pronti a entrare nelle case di ognuno di noi, a prescindere dalla propria estrazione sociale, dalla proprio grado di istruzione e dalla propria propensione alle nuove piattaforme tecnologiche.
Il noto istituto di ricerca statunitense Frost & Sullivan ha provato più volte a ipotizzare il nostro futuro, basandosi sia su ciò che sta accadendo attualmente nei reparti di Ricerca & Sviluppo delle maggiori aziende di settore sia su quelli che sono i principali trend e movimenti di mercato. Una delle sue più recenti ricerche, dal titolo “2015 Technology Convergence Scenarios”, cerca proprio di fare questo, basando le sue previsioni sul fenomeno che, più di tutti, ha caratterizzato l’innovazione tecnologica degli ultimi 30 anni: la convergenza. Proprio da quest’ultima, difatti, sono nati i prodotti più versatili e user-friendly di cui ci contorniamo ormai da qualche tempo a questa parte e che, a ragion veduta, rappresentano i veri e propri best seller della moderna industria hi-tech. E stiamo parlando di prodotti non solo multifunzione in grado di assolvere da soli a più attività, ma di dispositivi in grado di fungere anche da veri e propri trend setter, capaci cioè di lanciare nuove mode e, soprattutto, di cambiare – e non poco – le normali abitudini e stili di vita.

Stando a quelli che sono i principali andamenti della più moderna industria tecnologica, ma non solo, gli analisti americani hanno per cui identificato dieci possibili scenari nati per l’appunto dall’integrazione tecnologica e che dall’agricoltura intelligente ed efficiente al miglioramento dello stile di vita per i non vedenti; dalle decisioni computerizzate che consentono di ottenere dati di intelligence alla teranostica automatizzata; dai sistemi di istruzione virtuali collegati al cervello e basati su cloud alle esperienze di realtà aumentata per i consumatori e i settori della difesa, dell’istruzione e dei giochi.
Scenari, tutti questi, in cui l’elettronica indossabile e l’interconnessione resa possibile dai sensori ubiqui di Internet delle cose, oltre alla maggiore mobilità, giocheranno un ruolo a dir poco fondamentale e basilare. E, si badi bene, non si tratta di certo di qualche sorta di astrazione nata da complicati calcoli scaturiti da chissà quale algoritmo matematico né tantomeno di qualche strampalata predizione formulata da qualche sedicente profeta post-moderno, ma da semplici intuizioni nate da un’attenta osservazione di ciò che già sta accadendo in molti settori del tessuto sociale, industriale ed economico. Stando a ciò che il più recente settore dell’innovazione ci sta offrendo, difatti, non è difficile per esempio ipotizzare in un futuro non molto prossimo una sempre maggiore diffusione dell’intelligenza artificiale, applicata in numerosi settori, quali ad esempio la medicina, i trasporti, la sicurezza e l’automazione. O ancora, un più efficiente trattamento e utilizzo dei Big Data e della rete informatica secondo una concezione squisitamente semantica e intellettiva. E il tutto “condito” da un approccio assolutamente consumer-oriented, basato interamente sulle reali esigenze dell’individuo-consumatore allo scopo di esaudirne – e perché no, addirittura anticiparne – i bisogni di tutti i giorni. Insomma, un futuro che sia veramente al servizio del cittadino e in cui l’interazione uomo-macchina sia davvero paritetica e non più ad appannaggio o dell’uno o dell’altro.
Ci stiamo arrivando, e manca davvero poco, e, soprattutto, dipende solo da noi, così come ha sempre sottolineato il padre del world wide web Tim Berners Lee: “Il futuro è ciò che costruiamo”.

La Redazione