International Motor Show 2016: l’interazione uomo-macchina diventa realtà

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Barcellona chiama, Ginevra risponde. A pochi giorni dalla chiusura della grande fiera spagnola dei settori TLC e mobile, infatti, l’hi-tech dell’automotive si ritrova nella città svizzera (dal 3 al 13 marzo) a far da sfondo all’86esima edizione del Salone Internazionale dell’Automobile, la storica kermesse interamente dedicata ai motori, alla componentistica e all’accessoristica per auto, capace di radunare a sé più di 600mila appassionati e circa 10mila giornalisti provenienti da tutto il mondo.
Presenti nella città elvetica tutte le più grandi case costruttrici del settore, nessuna esclusa. Dalle piccole utilitarie alle più grandi berline e ai robusti SUV, fino ad arrivare alle fuoriserie più desiderate di sempre: 200 brand di 30 diversi Paesi , per uno spazio espositivo totale di oltre 77mila metri quadrati.
Ben 120 novità esclusive celebrano il loro debutto in società all’interno dei sette saloni del Palaexpo, mettendo in mostra non solo il meglio in fatto di meccanica, design ed elettronica, ma anche le ultime frontiere in materia di tecnologia digitale e Internet delle Cose.
Dando proprio continuità a un discorso già iniziato qualche giorno addietro al Mobile World Congress 2016, difatti, le principali case automobilistiche si sono presentate all’appuntamento ginevrino sfoderando ciò che di meglio ha preso forma nei loro laboratori di Ricerca e Sviluppo, e sfoderando modelli dotati di vere e proprie “chicche” futuristiche, come telecamere intelligenti, cruscotti con tecnologia touchscreen e compatibilità con sistemi operativi mobile Android e iOS, sistemi di sicurezza e assistenza connessi alla rete, funzionalità con comandi wireless, e sistemi di riconoscimento automatico del tragitto e della relativa segnaletica stradale. Piccoli e primissimi accorgimenti verso quel concetto di pieno automatismo che solo l’integrazione di moderne piattaforme digitali può assicurare e che è in grado di rendere possibile ciò che fino a poco tempo fa era appannaggio di soli libri o film di fantascienza.
L’International Motor Show 2016 può essere perciò inteso come un ulteriore passo avanti – o per meglio dire, tappa – verso la definitiva consacrazione del connubio tra le due industrie dell’hi-tech e dell’automotive, di cui si è già avuto un primo timido assaggio negli ultimi anni, e che vede protagonisti “giganti” come ad esempio Samsung, Apple, Google, Amazon, SAP, Ford e Seat, ad animare un settore che promette non solo di aprire nuove e innumerevoli opportunità di business, ma di sconvolgere letteralmente il futuro dei mezzi di trasporto.
Mezzi di trasporto che, non dimentichiamolo, sono anche alle prese con un’altra grande svolta epocale: quella della lotta all’inquinamento. Una guerra combattuta da tutte – ma proprio tutte – le case automobilistiche, e che sta dando i primi concreti risultati, con veicoli dai consumi e dalle emissioni sempre più ridotti e, soprattutto, sempre più vicini al grande obiettivo “impatto zero”.
A dare il “LA” su questo importante tema che, nel bene e nel male, ha tenuto banco sulle prime pagine dei più importanti quotidiani e riviste di tutto il mondo nel corso degli ultimi mesi, ci hanno pensato proprio i padroni di casa, nella persona della SuisseEnergie, la piattaforma promozionale dell’Ufficio nazionale per l’energia svizzera, che per l’occasione ha sviluppato un’apposita app, denominata “Salon Car Collector”, in grado di far trovare con facilità i veicoli a più alta efficienza energetica ai visitatori della fiera.
All’automobile, da sempre simbolo per eccellenza del “progresso”, spetta quindi una nuova missione, ossia quella di vero e proprio collettore di idee e sperimentazioni, al fine di riappropriarsi del suo naturale ruolo di volano dell’innovazione. E non più nel segno della velocità, come declamato dai poeti futuristi degli inizi del secolo scorso, ma soprattutto come progenitore di una lunga serie di dispositivi basati sulla reale e totale interazione uomo-macchina.

La Redazione