Il futuro digitale della Svizzera passa per Hannover

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“La Svizzera conduce ricerche all’avanguardia nella sfera dell’economia digitale, e rappresenta un esempio a livello internazionale in fatto di innovazione”. È quanto affermato da Oliver Frese, membro del Managing Board del CeBIT, nella motivazione della scelta della Confederazione elvetica, in qualità di Paese Partner dell’edizione 2016 della grande fiera dell’ICT di Hannover.

Un giusto riconoscimento alla nostra nazione per quanto ha dimostrato – e continua a dimostrare – in fatto di digitalizzazione e di continua evoluzione nel campo dell’information and communication technology; un mercato dell‘ICT, quello svizzero, che muove un giro d’affari di ben 27 miliardi di franchi, più del 4% del PIL, e che impiega quasi 200mila lavoratori (dati 2011, ndr), con incrementi a doppia cifra anno su anno. E con un’industria del software e dei servizi IT che, stando alle più recenti stime dell’European Information Technology Observatory, sono cresciute, rispettivamente, di circa il 5,5% e di circa il 3,3% nel corso dello scorso anno. In un Paese che, non dimentichiamolo, già nel 2014 contava più del 75% del totale degli accessi alla rete via smartphone e oltre il 42% via tablet.

Uno scenario, quindi, che disegna una realtà ben consolidata e del tutto all’avanguardia nel campo dell’innovazione, sia a livello di industria che di utenza. Così come sottolineato dal Presidente Johann N. Schneider-Ammann che, proprio durante la sua visita ai padiglioni del CeBIT in compagnia della Cancelliera tedesca Angela Merkel, ha voluto ribadire “l’elevato livello di eccellenza e di innovazione del settore svizzero delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
Un settore che, proprio in occasione della fiera sassone, ha avuto la “grande opportunità per far conoscere al pubblico internazionale” la sua realtà e il suo grande potenziale, grazie alla presenza del “Swiss Pavilion”, un padiglione di 1.500 mq organizzato da ICTswitzerland e da vari servizi federali del settore TIC, che ha raggruppato al suo interno  circa 80 espositori, tra cui numerose start-up e prestigiosi istituti di ricerca e formazione, e promosso innumerevoli convegni e workshop, nonché la partecipazione di oltre 500 visitatori professionali.

Più che un punto d’arrivo, la kermesse tedesca ha rappresentato quindi un vero e proprio punto di partenza che, stando alle parole di Schneider-Ammann, “costituisce un vero e proprio antidoto al pessimismo che si è attualmente diffuso in Europa”. “Siamo qui per scrutare avanti nel nostro futuro digitale”, ha poi tenuto a precisare il Presidente della Confederazione, annunciando una più costante e massiccia presenza dell’industria svizzera alle prossime edizioni del CeBIT.

Obiettivo, quest’ultimo, ribadito anche dal Presidente di ICTswitzerland e membro del Parlamento Ruedi Noser, che ha evidenziato come questa settimana di successo al CeBIT abbia inviato un messaggio importante per quanto riguarda la Svizzera come piazza economica privilegiata per le aziende ICT. “Essendo il paese partner è stato un primo passo negli sviluppi futuri”, ha dichiarato Noser. “ICTswitzerland si impegnerà nel dar vita a una forte presenza svizzera al CeBIT nei prossimi anni. Continueremo anche a sostenere il coinvolgimento di start-up in modo da poter presentare le loro idee di business al suo pubblico internazionale”.

Assai positivo è stato anche il parere di molti espositori circa la buona riuscita dell’evento: uno tra tutti, quello di Josip Sunic, CEO di Prime Computer AG, che ha sottolineato: “La nostra presenza al CeBIT è servita da trampolino di lancio per il nostro business. Qui abbiamo avuto infatti accesso a importanti decision-maker che non saremmo stati altrimenti in grado di raggiungere, e abbiamo potuto prendere più contatti di quanto avremmo potuti farne in un anno intero”.
Insomma, un bilancio più che positivo quello della spedizione elvetica in terra sassone e che, accordi internazionali a parte con istituzioni tedesche e comunitarie, ha portato nuova linfa vitale – se mai ce ne fosse stato bisogno – all’intero settore ICT svizzero. Ma, soprattutto, a una nuova consapevolezza di “chi siamo e dove stiamo andando”, oltre che – è sempre bene ricordarlo – “cosa siamo in grado di fare”.

La Santa Pasqua è ormai alle porte e, come da tradizione, vuol rappresentare non solo un’importante ricorrenza religiosa e civile, ma anche un simbolo di rinascita e di rinnovamento. Che lo sia quindi anche per il mondo digitale.

Tanti auguri a tutti,

La Redazione