Basta lucchetti antifurto tradizionali, arriva Ottolock

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La bicicletta è senza ombra di dubbio uno dei mezzi di trasporto più popolari al mondo. In molte città, prendere la bici anziché l’auto è spesso più veloce e conveniente. Più è bella la bici, più risulta attraente anche per i criminali, specie oltrefrontiera, quindi la proteggiamo, spesso con lucchetti pesantissimi o che si violano in un batter d’occhio. Ecco perchè l’americana OTTO DesignWorks ha progettato Ottolock.

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Concepito sia per ciclisti che per amanti della vita all’aperto che vogliono proteggere i propri oggetti più prezioni (la versione da 1,5 mt è adatta ad esempio a valigie o portapacchi, è impiegabile nelle più diverse situazioni.

Lucchetto piccolo, sottile, di semplice utilizzo ma anche sicuro?

Con un peso di soli 115 grammi e una banda così sottile, il prodotto dà adito a dubbi in merito alla solidità, risulta però indubbiamente più sicuro di un lucchetto a cavo convenzionale ma non altrettanto sicuro come un U-lock. Peccato che sia particolarmente scomodo girare con un lucchetto che pesa oltre un chilo e ha un considerevole ingombro!

La banda di Ottolock è costituita da diversi strati di acciaio inossidabile, da uno strato di Kevlar (lo stesso materiale utilizzato giubbotti anti-proiettile) e da un rivestimento di plastica per evitare ossidazioni. Per assicurare al propria bicicletta, è sufficiente inserire la banda nella fibbia e tirare. Per riaprire il lucchetto si dovrà impostare un codice numerico a tre cifre, modificabile in qualsiasi momento.

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Disponibile in tre diverse dimensioni (ndr. 45cm, 76cm e 150cm) consente di legare simultaneamente diverse biciclette allo stesso pilastro. La versione 45 cm viene fornita con il cosiddetto “Ottomount” un sostegno per fissare il lucchetto alla bicicletta.

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Ottolock è apparso recentemente su Kickstarter e può essere pre-ordinato al costo di ca.  CHF 45,00.