Sport e tecnologia: insieme per “vincere”

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“Mens sana in corpore sano” (letteralmente, “mente sana in un corpo sano”) è un’antica locuzione latina attribuita al poeta romano Giovenale, che starebbe a indicare le due maggiori aspirazioni dell’uomo: la sanità dell’anima e la salute del corpo. Una massima, questa, che, non solo ha attraversato indenne secoli e secoli di storia, ma che risulta sempre attuale e, più che mai, ai giorni nostri. L’esercizio fisico, difatti, rappresenta da sempre non solo un ottimo strumento di prevenzione e cura di numerosi disturbi sistemici, ma anche un farmaco efficace nel mantenimento dell’equilibrio psicologico dell’individuo, soprattutto contro lo stress e il logorio causato dai più moderni stili di vita.

E, proprio lo sport, unito a una corretta condotta comportamentale e alimentare, sono alla base del sistema preventivo svizzero, così come confermato da numerose iniziative intraprese a livello nazionale che hanno come obiettivo primario proprio la promozione di una sana attività fisica tra la popolazione. Una tra le più note è sicuramente “Sport per gli adulti Svizzera”, il programma di sostegno della Confederazione incentrato sullo sport di massa – attivo dal 1° maggio 2011 – che consente di offrire i presupposti ideali per tutte le attività sportive destinate a un pubblico adulto.

Secondo lo studio “Osservatorio sport e movimento Svizzera” compiuto nel 2014 dall’Ufficio federale dello sport, la popolazione svizzera sembra aver ben recepito gli input derivanti da tutte queste iniziative: ben il 44 % delle persone di età compresa tra i 15 e i 74 anni ha affermato difatti di fare sport più volte alla settimana per almeno tre ore complessive, mentre il 25 % si dedica all’attività sportiva almeno una volta a settimana. Solo il 5 % è attivo raramente o in modo irregolare, mentre il restante 26 % si definisce inattivo. Quello che più colpisce è però l’andamento dal 2000 al 2014: la percentuale di persone molto attive è aumentata costantemente, passando dal 36 % del 2000 al 44 % del 2014. Mentre la percentuale di inattivi è rimasta pressoché costante nel tempo, e quella delle persone che fanno sport saltuariamente si e dimezzata, passando dal 10% al 5%. Da vent’anni a questa parte, il numero di persone che praticano sport più volte a settimana appare in costante aumento, mentre si sta riducendo sempre più quello delle persone che fanno sport saltuariamente. E, non bisogna poi dimenticare che, circa il 38 % degli inattivi esprime il desiderio di ricominciare a praticare sport o altre attività motorie.
Anche a livello internazionale il nostro Paese può essere considerato a tutti gli effetti una nazione di “sportivi”, seconda solo alla Svezia e, comunque, inserita tra i Paesi scandinavi, quelli sicuramente più attivi dal punto di vista dell’attività fisica.
Le discipline sportive più amate dagli svizzeri sembrano essere il jogging, il trekking, il ciclismo, il nuoto e lo sci, praticata ognuna da più di un terzo della popolazione: il jogging e il fitness rientrano tra le discipline predilette e hanno visto aumentare notevolmente la loro popolarità dal 2008. Quasi un quarto della popolazione svizzera corre o fa jogging e una persona su cinque afferma di praticare fitness o una forma di aerobica. La ginnastica risulta meno popolare rispetto a sei anni fa, ma continua a rientrare tra le discipline sportive più amate ed è praticata da circa un decimo della popolazione. Una persona su cinque d’età compresa tra i 15 e i 74 anni si reca almeno una volta alla settimana in palestra o in un palazzetto dello sport e una su sei in un centro di fitness o centro sportivo privato. La spesa pro-capite per le attività sportive si aggira attorno ai 2.500 franchi, di cui 2.000 spesi in Svizzera e 500 all’estero durante viaggi e vacanze.

Insomma, il quadro che emerge è quello di un Paese davvero all’avanguardia nel mondo e non solo sul piano dell’attività fisica vera e propria, ma anche su quello della consapevolezza del reale valore ed efficacia dello sport ai fini del benessere sociale e del contributo alla salute pubblica.

Anche su questo fronte, la tecnologia e la moderna industria hi-tech hanno svolto un ruolo da autentici protagonisti, accompagnando i consumatori in ogni singolo passo di questa loro nuova propensione alla “remise en forme”, sia dentro che fuori da palestre e campi di allenamento.
Da prodotti appositamente pensati per la sicurezza di tutti coloro che prediligono le attività all’aperto, fino a prodotti in grado di monitorare costantemente lo stato di salute e i risultati dell’attività fisica, passando dai veri e propri attrezzi per il fitness e la ginnastica, il settore tecnologico ha messo a disposizione di sportivi, e non, ogni sorta di soluzione su misura o del tutto personalizzabile. E non solo. Sull’onda del successo del Web 2.0 e dei principali social network, la tecnologia ha anche saputo contribuire alla diffusione della rinata “voglia di salute”, grazie a dispositivi connessi e a prodotti audio video pensati per lo sport. La natura virale e di coinvolgimento dello sport ha poi fatto il resto, dando vita a community – sia virtuali che reali – e a condivisioni in rete davvero illimitate e, soprattutto, contagiose.

“Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”, soleva dire il padre delle Olimpiadi moderne Pierre de Coubertin: una frase che ben si addice anche al settore della tecnologia, dove “il meglio deve ancora venire” (cit. Barack Obama).
La Redazione