Wearable del futuro – Vestimi e ti dirò come stai

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Quando in “Ritorno al futuro II” vidi il personaggio interpretato da Michael J. Fox indossare un giubbotto capace di auto-adattarsi alla giusta lunghezza delle maniche oltre che asciugarsi sorrisi al pensiero di vedere la giacca robotica davvero in vendita.

Ma la realtà può anche arrivare a superare la fantasia, proprio come nel caso di una speciale pelle messa a punto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall’Università americana dell’Illinois, pelle che interpreta il sudore e potrà essere utilizzata per i computer indossabili del futuro.

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Trasparente, estremamente sottile e flessibile, analizza le informazioni contenute nel sudore, fondamentali per il controllo dello stato di salute generale e segnalare l’eventuale disidratazione. Perché il sudore è ricco di sostanze spia delle condizioni generali dell’organismo tra cui proteine e glucosio, arrivando addirittura alla diagnosi precoce di alcune malattie come la fibrosi cistica.

Il gruppo internazionale, coordinato dalla dottoressa Ahyeon Koh, ha sperimentato la pelle artificiale su una parte di volontari durante l’attività fisica in palestra mentre un altro gruppo si trovava impegnato in identici esercizi fisici ma all’aria aperta. Una volta acquisiti i dati relativi alle sostanze presenti nel sudore la pelle li ha trasmessi con una connessione wireless a uno smartphone, con risultati positivi.

Prossimo obiettivo la sperimentazione della pelle hi-tech per ‘leggere’ lacrime e saliva.